Skip to content

Matteotti’s body

May 22, 2013
by Lawrence Gulotta

Giacomo Matteotti ( 22 May 1885 – 10 June 1924)
Matteotti‘s body is the body of a true martyr, a civil martyr . A martyr of politics, freedom and anti-fascism.

Matteotti died because he loved freedom, because his thoughtful mind was a barrier against the spread of totalitarianism, against the spread of vulgar attacks on fundamental freedoms. And like the martyrs, which in the Christian conception had given their lives to bear witness to the values ​​of faith and the value of the Gospel message, so Matteotti died as a  witness to the attachment of democracy to pluralism, as a fundamental value of that religion that is secular politics.

With the murder and the destruction of the body of Matteotti, Fascism assumed, in the torpor of a sleepy town, and perhaps not yet fully able to understand the gravity of the hour, the historical and moral responsibility for the death of Socialist leader. This was the unacceptable dramatic aspect of a liberal state at sunset, the evidence of tragic historical responsibilities of the monarchy and a state that was no longer able to protect pluralism as the foundation of democracy.

Today in the reconstruction of the kidnapping, murder and the journey of the body of the leader, there is a new book by Italo Arcuri, “The Body of Matteotti“, published by Suraci. A new reflection on a story that can not be forgotten. Not even 90 years later.

 
 
 Matteotti, il corpo di un martire

su Domani ero
Autore: Leonardo Raito

Data:2013-05-21

Il corpo di Matteotti è il corpo di un autentico martire, un martire civile. Un martire della politica, della libertà, dell’antifascismo.
Matteotti muore perché ama la libertà, perché la sua testa pensante è una barriera contro il dilagare del totalitarismo, contro il dilagare degli attacchi beceri alle libertà fondamentali. E come i martiri, che nella concezione cristiana avevano dato la vita per testimoniare i valori della fede e il valore del messaggio evangelico, così Matteotti muore per testimoniare l’attaccamento alla democrazia messa in discussione dal fascismo, al pluralismo come valore imprescindibile di quella religione laica che è la politica.
Con l’omicidio e lo scempio del corpo di Matteotti, il fascismo si assume, nel torpore di un paese assopito, e forse non ancora pienamente in grado di capire la gravità dell’ora, la responsabilità storica e morale della morte del leader socialista. È questo l’inaccettabile risvolto drammatico di uno stato liberale al tramonto, l’evidenza di tragiche responsabilità storiche della monarchia e di uno stato ormai non più in grado di tutelare il pluralismo come fondamento di democrazia.
Oggi per ricostruire le vicende del rapimento, dell’omicidio e del tragitto del corpo del leader polesano, è uscito un nuovo volume di Italo Arcuri “il corpo di Matteotti”, edito da Suraci. Una riflessione nuova su una storia che non può essere dimenticata. Nemmeno a 90 anni di distanza.

No comments yet

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *